Moneyball (Bennett Miller, 2011)

moneyball recensioneC’è un campo da baseball dietro casa mia, ma non ho mai visto nessuno che ci giocasse. Per me il baseball è sempre stato uno sport a metà tra il reale e il fictional – razionalmente sapevo che esisteva, ma in concreto era soltanto un rettangolo vuoto con l’erba alta mezzo metro. Moneyball si qualifica come il film che mi ha convinta che il baseball esiste davvero, e non è soltanto il tema di un film per Cinemozioni 5, in cui tutti mandano la palla fuori campo e la moglie del giocatore sfigato piange.

L’approccio alla scelta dei giocatori del general manager Billy Beane non solo ha modificato le sorti degli Oakland Athletics nel campionato del 2002, ma è stato una rivoluzione per l’intero mondo del baseball. Gli eventi sono scaturiti da un insieme così preciso di fattori che sarebbe impossibile non toccare trasversalmente molte sfaccettature dello sport: la tecnica, le tattiche, le politiche di mercato, i taboo. Si parla di giocatori, allenatori, scout, manager, tifosi.

Io di quelle sfaccettature non sapevo niente, ma non per questo mi sono appassionata di meno. Il grande pregio di Moneyball è che non spiega niente, ma rende tutto semplice da capire. Non c’è un solo termine tecnico spiegato, ma anche lo spettatore completamente digiuno di baseball – ad esempio la sottoscritta – capisce subito di cosa si sta parlando. Ancora più importante, alla fine del film le nozioni (almeno quelle base) rimangono. E si vuole saperne di più.

Il coefficiente pianto è altissimo e non ci si commuove malvolentieri: il fatto che sia una storia vera fa andare giù meglio il finale, così come la mascellona di titanio di Brad Pitt (nominato agli Oscar come Actor In a Leading Role) serve a giustificare l’espressione da picchiatore che ha tenuto per due ore e dieci di film.

La vera sorpresona è Jonah Hill in una parte drammatica: c’è da sperare che rimanga dov’è e non decida di tornare a fare esclusivamente il Seth Rogen senza barba.

Si merita di essere nominato come Best Picture? Sì.
Aaron Sorkin ce l’ha fatta di nuovo? Sì.
Brad Pitt è un bellone? Sì.

voto finale: 4.25/5

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3 thoughts on “Moneyball (Bennett Miller, 2011)

  1. confesso di aver resistito 20minuti davanti al mascellone di brad e di aver chiuso il film, riproverò dopo la tua recensione. su jonah hill hai ragionissima, l’avevi visto in cyrus?

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