Il Gatto Con Gli Stivali (Chris Miller, 2011)

puss in boots recensioneDal 2001 a oggi, Shrek è stato riciclato in più o meno un milione di versioni, dai film ai videogiochi alle tazze ai costumi di carnevale alle mutande.
Puss In Boots è il miracolo: un franchise praticamente morto è stato rianimato ed ora funziona (quasi) meglio di prima.

Il gatto con gli stivali versione Banderas aveva fatto innamorare tutti già da Shrek 2: era uno dei personaggi con più spessore già come comprimario ed ora, con un film tutto suo, ha lo spazio che gli serve per sventolare ulteriormente il suo spadino e far piegare in due dal ridere.

Sullo sfondo di un’ambientazione messicano/spagnola/non si sa, ripercorriamo la storia della vita di Puss e di Humpty Dumpty (Zach Galifianakis, mica il primo che passava), amici di orfanotrofio, poi allontanatosi quando Humpty si è lasciato conquistare dal lato oscuro.
Fuorilegge nel suo villaggio, Puss è sulle tracce dei fagioli magici, in possesso dei cattivissimi Jack e Jill. Anche Humpty sta cercando la stessa cosa, e riesce a convincere Puss ad allearsi con lui per usare i fagioli e raggiungere l’anatra dalle uova d’oro.
Con loro c’è anche Kitty Zampe di Velluto, una gatta spadaccina provetta e molto più sveglia del protagonista.

Puss In Boots è meno scorretto di Shrek e indirizzato ad un pubblico forse un po’ più giovane, ma non per questo è meno divertente. Ha dialoghi serrati e battute quasi continue, ma si concentra molto più sul portare avanti la trama che sullo strizzare l’occhio agli spettatori adulti.

Il 3D si presta perfettamente all’animazione: un film d’avventura si presta a sfruttare al massimo la tecnica con gli inseguimenti e  le scene d’azione.

Se c’è da trovare una pecca, è che uno dei tratti principali del Gatto è che è un “latin lover”. Se gli avessero messo dei pantaloni, puntargli una spada proprio lì avrebbe avuto senso, ma visto che si dinstingue a malapena da Gattina (davvero! I tratti di riconoscimento di genere sono pochissimi, al di là della voce) questa caratterizzazione sessuale di un personaggio quasi asessuato fa storcere un po’ il naso.

Lo spin-off basato sul gatto con gli stivali è stata una trovata geniale e riuscita meglio di quanto ci si potesse aspettare. Sarà stato il basso contenuto di verde acido.

file under: qualche volta il 3D non fa schifo.
voto finale: 4/5
coefficiente pianto 0/5: nah.
trivia: Humpty Dumpty indossa una tutina dorata e parla costantemente della sua bromance con Puss. Nessun sito estremista cattolico ha ancora bandito il film? Strano!
lamentazioni: Puss In Boots è francese! Perrault è francese! FRANCESE!

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One thought on “Il Gatto Con Gli Stivali (Chris Miller, 2011)

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