Take Shelter (Jeff Nichols, 2011)

take shelter posterin Italia: non si sa.

Prima che tutto accada, Curtis Laforche (Michael Shannon) si sente dire da un amico e collega che ha una bella vita. In effetti, le cose a cui deve pensare rientrano nei limiti del possibile: pagare il mutuo, andare al lavoro, occuparsi della sua famiglia e della sua bambina sorda  in attesa di un impianto cocleare.

Questa è la storia di una famiglia modesta del midwest – una storia tranquilla,  finché Curtis non comincia ad avere incubi tremendi, tutti concatenati dalle tempeste che minacciano di portare via la sua casa e la sua famiglia.
La paranoia e le allucinazioni incidono sempre di più nella vita reale e nei rapporti con la moglie Samantha (Jessica Chastain) e gli amici,  fino al punto in cui deve, ad esempio, chiudere il cane in un recinto fuori di casa pur di non averlo intorno. Curtis non riesce a tenere testa alla sua irrazionalità, mettendosi a costruire un rifugio contro le tempeste nel giardino di casa.
A rendere le sue condizioni più preoccupanti, c’è il fatto che alla madre di Curtis è stata diagnosticata la schizofrenia quando aveva trent’anni – e  lui ne ha trentacinque.

Take Shelter combina elementi del film ‘de pppaura’ e del dramma familiare – oltre alla tensione della storia, ci sono le sequenze terrificanti dei sogni di Curtis, ma l’intera trama è portata avanti dalla storia di una famiglia normale che fa di tutto per rimanere unita, nonostante una catastrofe (immaginaria e reale) si stia abbattendo su di loro.
I diversi generi si mescolano perfettamente: il ritmo del thriller psicologico non lascia un momento di pausa sino alla fine del film – ma persino negli ultimi minuti Take Shelter riesce a sorprendere.

Michael Shannon e Jessica Chastain offrono interpretazioni complementari – lui che stringe i denti ma sembra sempre pronto ad esplodere, lei che dopo la crisi iniziale si dimostra la roccia che sostiene l’intera famiglia.
Il negative space incombe costantemente sui personaggi: nonostante i tentativi di non perdere presa sulla realtà, i protagonisti sono molto più piccoli di quello che stanno cercando di controllare – ovvero il cielo enorme e spesso pieno di nuvole che occupa anche gran parte dello spazio del poster.

 

file under: un filmone. non dite che non ve l’avevo detto.
voto finale: 4.5/5

coefficiente pianto 2/5: dipende da quanto e a che livello ci si lascia coinvolgere.
trivia: ha vinto il Gran Premio Settimana Internazionale della Critica di Cannes 2011. Mica balle.

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