Amici Di Letto: Istruzioni Per L’Uso (Will Gluck, 2011)

Friends With Benefitsalias Friends With Benefits.

Ultimamente c’è stato un proliferare di friends with benefits nel panorama delle commedie – da Ashton Kutcher e Natalie Portman nell’agghiacciante “No Strings Attached”, a Jon Hamm e Kristen Wiig in “Bridesmaids”, a Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway in “Love And Other Drugs”.

Che ci siano così tanti scopamici nella realtà è da vedere, ma di sicuro Justin Timberlake e Mila Kunis sono tra i pochi a rendere interessante la formula “amici vogliono rimanere amici ma poi si innamorano” a livello cinematografico.

I protagonisti di Friends With Benefits, stanchi delle banalità da romcom un po’ come lo sono gli spettatori del cinema – dannata Katherine Heigl! – entrano in contatto per ragioni professionali: Jamie (Kunis) deve convincere l’art director Dylan (Timberlake) ad accettare un lavoro a GQ, e quindi a trasferirsi da Los Angeles a New York. Ci riesce; poi diventano amici, amici with benefits, eccetera eccetera.

Non è semplice fare un film che rispetta le convenzioni e le prende in giro allo stesso tempo, e Will Gluck ci è riuscito alla perfezione: gli scrittori di questo film devono aver fatto una gara a chi scriveva la battuta migliore, ed il risultato è un’ora e tre quarti davvero divertente, senza un momento di sosta.
Anche i momenti più drammatici, dove il sottofondo di violini e gli occhi pieni di lacrime sarebbero quasi inevitabili (ad esempio gli episodi con il padre di Dylan, malato di Alzheimer) sono presi di petto, senza lasciare che l’Heiglismo si abbatta sugli spettatori ignari.

Persino i personaggi secondari sono fantastici – Woody Harrelson in veste di uno sports editor gay che sconfigge gli stereotipi, Patricia Clarkson a fare la mamma disastrata e schizzata di Mila Kunis, Emma Stone e Andy Samberg che fanno iniziare il film col botto, ed anche degli uncredited che non vi rovinerò.

Mila Kunis ha i tempi e la faccia da commedia, ma è capace di mescolarla con il suo lato più serio per creare un personaggio credibile e realistico. Per quanto riguarda la sua controparte, darsi al cinema è la scelta migliore che Justin Timberlake abbia mai fatto.

Siam Tre Piccoli Porcellin, ovvero film a confronto: No Strings Attached
È semplice: Friends With Benefits è quello che No Strings Attached voleva essere. Ha personaggi che funzionano in coppia ma sono fantastici anche da soli, una trama che non fa venire le carie, e il cento per cento in più di ritmo, battute e scorrevolezza.

Ogni volta che vorreste abbracciare Mila Kunis, è una volta che vorreste cavare gli occhi a Natalie Portman – di una tristezza e lagnosità che non si può esprimere a parole.
Ashton Kutcher fa le compilation per le mestruazioni e si piange addosso, mentre Justin Timberlake canta a letto ed esprime vero manpain.

Non correte il rischio di strapparvi la faccia in preda alla disperazione: seguite la stella di Will Gluck.

file under: rivediamolo, poi rivediamolo ancora, ed ancora, ed ancora.
coefficiente pianto 2/5:  commozione, niente pianto a dirotto.
trivia: è un film con il meta, e delle guest star da paura.

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